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Serie 1 · Storia 2 di 10

Ulisse e la prima tempesta

C’era una volta un viaggio che iniziò proprio quando il mare diventò difficile

Ulisse e la prima tempesta

C’era una volta, sulle acque infinite del grande mare blu, una nave chiamata Argo.

A bordo viaggiava Ulisse, il giovane navigatore che aveva lasciato la sua isola di Itaca per scoprire il mondo e ritrovare la propria strada.

Quando la nave partì, tutti erano felici.

Il cielo era azzurro.

Il vento soffiava leggero.

Le onde sembravano accompagnare il viaggio.

«Guardate quanto è tranquillo il mare!» disse un marinaio.

«Sarà un viaggio facile!» aggiunse un altro.

Ulisse guardava l’orizzonte.

Era emozionato.

Finalmente stava vivendo la sua avventura.

Ma dopo alcuni giorni qualcosa cambiò.

Il cielo diventò grigio.

Il vento iniziò a soffiare più forte.

Le onde diventarono alte come montagne.

La nave cominciò a muoversi avanti e indietro.

«Una tempesta!» gridò qualcuno.

I marinai si spaventarono.

«Torniamo indietro!»

«Non possiamo continuare!»

«Forse non siamo fatti per questo viaggio!»

Ulisse guardò il mare agitato.

Anche lui aveva paura.

Per un momento pensò:

“Forse ho sbagliato.”

“Forse dovevo restare a Itaca.”

“Forse il viaggio è troppo difficile.”

Poi ricordò le parole del vecchio Mentore.

“Una nave non dimostra il suo valore quando il mare è calmo. Lo dimostra quando arrivano le onde.”

Ulisse chiamò i marinai.

«Ascoltatemi!»

Tutti si voltarono.

«Non possiamo comandare il vento. Non possiamo fermare le onde. Ma possiamo scegliere come affrontarle.»

I marinai rimasero in silenzio.

«Dobbiamo lavorare insieme. Ognuno deve fare la sua parte.»

Uno sistemò le vele.

Uno controllò il timone.

Uno tolse l’acqua che entrava nella nave.

Uno incoraggiò gli altri.

La tempesta continuava.

Il mare era ancora potente.

Ma la paura iniziò a diminuire.

Perché i marinai avevano capito una cosa importante:

la tempesta non era cambiata.

Erano cambiati loro.

Dopo molte ore il cielo tornò sereno.

Il sole illuminò di nuovo il mare.

La nave Argo era stanca, ma era ancora lì.

I marinai guardarono Ulisse.

«Pensavamo che essere coraggiosi significasse non avere paura.»

Ulisse sorrise.

«Anch’io lo pensavo. Ma oggi ho imparato qualcosa.»

«Cosa?»

«Il coraggio non è quando la paura scompare. Il coraggio è scegliere di andare avanti anche quando abbiamo paura.»

Un giovane marinaio di nome Leo si avvicinò.

«Ulisse, io durante la tempesta volevo scappare.»

«È normale.»

«Pensavo che fosse un segno che dovevamo fermarci.»

Ulisse guardò il mare.

«A volte le difficoltà non arrivano per dirci che abbiamo scelto la strada sbagliata.»

«E allora perché arrivano?»

«Per insegnarci a diventare più forti durante il viaggio.»

Da quel giorno, ogni volta che incontravano un problema, i marinai facevano tre domande:

Cosa possiamo controllare?

Cosa possiamo imparare?

Qual è il prossimo passo da fare?

Il viaggio continuò.

Ulisse incontrò nuove isole.

Nuovi amici.

Nuove difficoltà.

Ma non era più lo stesso ragazzo che era partito da Itaca.

Aveva scoperto che nessun viaggio importante è senza ostacoli.

Non esiste una strada sempre facile.

Non esiste un mare sempre calmo.

Ma una persona che conosce la propria direzione può attraversare anche le onde più grandi.

E così, mentre la nave Argo navigava verso nuove avventure, Ulisse scrisse una frase sul suo diario:

“Non posso scegliere ogni vento che soffierà sulla mia nave. Ma posso scegliere come tenere il timone.”

Da quel giorno quella frase divenne il motto di tutti i viaggiatori.

Perché il viaggio più importante non è quello senza tempeste.

È quello che ci insegna a navigare.

Fine.

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