Serie 1 · Storia 1 di 10
Ulisse e la mappa verso Itaca
C’era una volta un ragazzo che possedeva una nave bellissima, ma non conosceva ancora la sua destinazione

C’era una volta, tanto tempo fa, quando gli uomini viaggiavano sulle onde del grande mare blu, un giovane chiamato Ulisse.
Ulisse viveva sull’isola di Itaca.
Era conosciuto da tutti come un ragazzo intelligente e curioso.
Gli piaceva osservare il cielo, ascoltare il rumore del mare e immaginare nuovi mondi da scoprire.
Ogni giorno guardava le navi partire dal porto.
Alcune andavano verso terre lontane.
Alcune cercavano tesori.
Alcune trasportavano merci preziose.
Ulisse però aveva una domanda nella testa.
«Dove voglio andare davvero?»
Tutti gli abitanti dell’isola avevano un consiglio per lui.
«Diventa il marinaio più famoso del mondo!» diceva qualcuno.
«Costruisci la nave più grande!» diceva un altro.
«Devi trovare ricchezze e diventare importante!» dicevano altri ancora.
Ulisse ascoltava tutti.
Ma dentro di sé sentiva qualcosa di strano.
Aveva una nave pronta.
Aveva il vento dalla sua parte.
Aveva il coraggio per partire.
Ma gli mancava una cosa importante.
Una direzione.
Un giorno andò a parlare con il vecchio maestro Mentore, un uomo saggio che conosceva molte storie del mare.
«Mentore, perché anche se posso viaggiare ovunque mi sento confuso?»
Il vecchio sorrise.
«Perché una nave senza una meta può navigare per giorni, ma non sa se sta andando nel posto giusto.»
Ulisse guardò il mare.
«Quindi devo prima trovare una destinazione?»
«Devi prima capire cosa stai cercando.»
«E come faccio?»
Mentore prese un vecchio pezzo di pergamena.
Sopra c’era disegnata una piccola isola.
«Questa è la tua Itaca.»
Ulisse guardò la mappa.
«Ma io vivo già a Itaca!»
Mentore sorrise.
«L’isola è solo una parte della storia. Ogni persona ha una propria Itaca.»
«Una propria Itaca?»
«Sì. È ciò che per te conta davvero. Può essere una persona da proteggere, un sogno da realizzare, un valore da difendere o la persona che vuoi diventare.»
Ulisse rimase in silenzio.
Per la prima volta non pensò a quanto lontano poteva arrivare.
Pensò a dove voleva arrivare.
Quella sera prese un quaderno.
Sulla prima pagina scrisse:
La mia Itaca è il luogo dove voglio portare il mio coraggio.
Poi iniziò a scrivere.
«Voglio conoscere il mondo.»
«Voglio aiutare le persone che incontrerò.»
«Voglio diventare un uomo saggio, non soltanto un uomo famoso.»
Nei giorni successivi Ulisse preparò la sua nave.
Controllò le vele.
Sistemò il timone.
Preparò il cibo.
Ma soprattutto custodì la sua mappa.
Perché aveva capito una cosa importante:
una nave può essere veloce.
Può essere forte.
Può avere marinai coraggiosi.
Ma senza una direzione rischia di essere portata via dalle onde.
Arrivò il giorno della partenza.
Tutti gli abitanti di Itaca salutarono Ulisse.
«Dove andrai?» chiese un bambino.
Ulisse sorrise.
«Andrò alla ricerca della mia Itaca.»
Il bambino guardò il mare.
«Ma non sai già dov’è?»
Ulisse rispose:
«So dove si trova la mia isola. Ma ora devo scoprire anche chi voglio diventare durante il viaggio.»
La nave lasciò lentamente il porto.
Il vento gonfiò le vele.
Il mare era grande e misterioso.
Ulisse non conosceva tutte le prove che avrebbe incontrato.
Non sapeva delle tempeste.
Non conosceva i mostri.
Non immaginava le difficoltà.
Ma aveva qualcosa che prima non possedeva.
Una direzione.
E questo era il primo passo del suo grande viaggio.
Da quel giorno tutti i marinai impararono una nuova lezione:
Non è importante soltanto sapere quanto lontano puoi arrivare.
È importante sapere perché vuoi partire.
Perché ogni grande viaggio comincia sempre nello stesso modo:
con una persona che guarda il mare…
e decide di cercare la propria Itaca.
Fine.
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