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Serie 1 · Storia 3 di 10

Ulisse e il Ciclope dall’unico occhio

C’era una volta un gigante che pensava di essere il più forte di tutti

Ulisse e il Ciclope dall’unico occhio

Dopo aver superato la prima grande tempesta, la nave di Ulisse continuò il suo lungo viaggio verso casa.

Il mare sembrava tranquillo.

Le vele erano gonfie di vento.

I marinai erano felici perché avevano imparato una grande lezione:

non tutte le difficoltà devono essere evitate.

Alcune difficoltà possono insegnarci qualcosa.

Un giorno, mentre navigavano vicino a un’isola sconosciuta, Ulisse vide alte montagne e grandi grotte nascoste tra le rocce.

«Che posto misterioso!» disse un marinaio.

«Forse troveremo qualcosa di interessante.»

Ulisse decise di esplorare l’isola insieme ad alcuni compagni.

Camminarono per ore finché arrivarono davanti a una grotta enorme.

La porta era così grande che sembrava costruita per un gigante.

Dentro trovarono formaggi enormi, grandi vasi di latte e tantissime provviste.

«Chi vive qui deve essere molto potente!» disse un marinaio.

Proprio in quel momento la terra iniziò a tremare.

BUM!

BUM!

BUM!

Passi giganteschi si avvicinavano.

Dalla grotta entrò un enorme Ciclope.

Aveva un solo grande occhio al centro della fronte.

Si chiamava Polifemo.

Era fortissimo.

Era molto più alto di qualsiasi uomo.

Quando vide Ulisse e i suoi compagni, gridò:

«Chi siete voi che entrate nella mia casa senza permesso?»

I marinai si spaventarono.

Alcuni volevano scappare subito.

Ma la porta della grotta era chiusa da una gigantesca pietra.

Non potevano uscire.

Ulisse guardò il Ciclope.

Sapeva di essere più piccolo.

Sapeva di non poter vincere usando solo la forza.

Ma sapeva anche che arrendersi non era una soluzione.

Così decise di usare qualcosa di diverso.

La sua intelligenza.

«Grande Polifemo» disse Ulisse.

«Siamo viaggiatori del mare. Non siamo venuti per sfidarti.»

Il Ciclope lo osservò.

«Tu non hai paura di me?»

Ulisse rimase in silenzio per un momento.

Aveva paura.

Ma non voleva permettere alla paura di decidere al posto suo.

«La forza è importante» rispose.

«Ma anche la mente può aiutare a superare grandi ostacoli.»

Il Ciclope rise.

«Nessuno è più forte di me! Nessuno può superarmi!»

Quelle parole fecero capire una cosa a Ulisse.

Il problema più grande del gigante non era il suo enorme corpo.

Era il suo enorme orgoglio.

Polifemo credeva di non avere bisogno di nessuno.

Pensava che la sua forza fosse sufficiente.

Non ascoltava.

Non imparava.

Non cambiava mai idea.

Ulisse allora iniziò a osservare.

Guardò la grotta.

Guardò la grande pietra davanti all’ingresso.

Guardò il comportamento del Ciclope.

E capì che per uscire avrebbe dovuto usare pazienza e astuzia.

Nei giorni successivi studiò ogni movimento del gigante.

Aspettò il momento giusto.

Non agì per rabbia.

Non cercò di dimostrare di essere più forte.

Cercò semplicemente una soluzione.

Alla fine riuscì a liberare sé stesso e i suoi compagni.

Quando tornarono alla nave, i marinai erano increduli.

«Ulisse, come hai fatto a sconfiggere un gigante così forte?»

Ulisse guardò l’isola allontanarsi.

«Non ho sconfitto il Ciclope perché ero più forte di lui.»

«E allora perché?»

«Perché lui usava soltanto la forza. Io ho usato anche il pensiero.»

Un giovane marinaio chiese:

«Quindi essere forti non è importante?»

Ulisse sorrise.

«Essere forti è importante. Ma una vera forza comprende anche saper ascoltare, imparare e riconoscere quando abbiamo bisogno di nuove idee.»

Da quel giorno Ulisse ricordò sempre l’incontro con Polifemo.

Aveva imparato una nuova lezione:

a volte il nemico più grande non è fuori da noi.

A volte è dentro di noi.

È quella voce che dice:

“Non devo ascoltare nessuno.”

“Ho sempre ragione io.”

“Sono migliore degli altri.”

Quella voce può diventare un grande Ciclope dentro il nostro cuore.

Per questo ogni viaggiatore deve imparare a guidare anche sé stesso.

Perché chi pensa di sapere già tutto smette di crescere.

Ma chi resta curioso può superare anche gli ostacoli più grandi.

La nave di Ulisse riprese il viaggio.

Il mare davanti era ancora immenso.

Nuove prove lo aspettavano.

Ma ora Ulisse aveva imparato qualcosa di prezioso:

La vera grandezza non è essere più grandi degli altri.

È diventare ogni giorno una persona migliore.

Fine.

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