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Serie 2 · Storia 1 di 10

Ulisse e il giovane marinaio che aveva paura di sbagliare

C’era una volta un marinaio che pensava di non essere abbastanza bravo per navigare

Ulisse e il giovane marinaio che aveva paura di sbagliare

Dopo essere tornato a Itaca, Ulisse continuò a viaggiare.

Non sempre con una grande nave.

Non sempre verso terre lontane.

A volte il viaggio più importante era quello che faceva insieme alle persone che incontrava.

Un giorno, mentre era vicino al porto, vide un giovane ragazzo che osservava le navi senza mai salire a bordo.

Si chiamava Nico.

Nico amava il mare.

Conosceva il nome delle stelle.

Sapeva riconoscere il verso dei gabbiani.

Conosceva tutte le storie dei grandi navigatori.

Ma aveva un problema.

Aveva paura di sbagliare.

Ogni volta che qualcuno gli chiedeva:

«Vuoi venire con noi in viaggio?»

lui rispondeva:

«Non sono pronto.»

«E se faccio un errore?»

«E se rovino tutto?»

«E se gli altri scoprono che non sono bravo come pensano?»

Così Nico rimaneva sempre sulla riva.

Guardava gli altri partire.

Guardava le navi allontanarsi.

E dentro di sé pensava:

“Forse un giorno sarò abbastanza bravo.”

Un pomeriggio Ulisse lo vide seduto da solo.

«Perché guardi il mare ma non sali mai su una nave?» chiese.

Nico abbassò lo sguardo.

«Perché io non sono come te.»

Ulisse sorrise.

«Cosa significa?»

«Tu sei Ulisse. Hai affrontato mostri e tempeste. Io invece potrei sbagliare anche una piccola cosa.»

Ulisse si sedette accanto a lui.

«Sai una cosa? Durante il mio viaggio ho commesso molti errori.»

Nico lo guardò sorpreso.

«Tu?»

«Certo.»

«Ma tutti raccontano le tue vittorie.»

Ulisse guardò il mare.

«Le persone spesso raccontano soltanto il momento finale. Ma nessuno vede tutte le prove che ci sono state prima.»

Poi indicò una vecchia nave nel porto.

«Vedi quella nave?»

«Sì.»

«Secondo te è nata già perfetta?»

Nico scosse la testa.

«No. Qualcuno avrà dovuto costruirla.»

«Esatto. E durante la costruzione qualcuno avrà sbagliato una misura, cambiato un pezzo, rifatto un lavoro.»

«Quindi anche una nave impara a diventare migliore?»

Ulisse sorrise.

«Proprio così.»

Il giorno dopo Ulisse propose a Nico di fare un piccolo viaggio vicino alla costa.

«Io non sono sicuro di riuscire.»

«Non devi riuscire perfettamente.»

«E allora cosa devo fare?»

«Devi imparare.»

Nico salì sulla nave.

All’inizio era agitato.

Guardava continuamente le corde.

Controllava ogni movimento.

Aveva paura di fare qualcosa di sbagliato.

Dopo poco tempo arrivò il primo problema.

Una vela si allentò.

Nico si bloccò.

«È colpa mia! Ho sbagliato!»

Ulisse lo guardò.

«Aspetta.»

«Ma la vela si è rotta!»

«Una difficoltà non è una condanna. È una domanda.»

«Una domanda?»

«Sì. Ci chiede: cosa possiamo imparare da questo?»

Nico osservò la vela.

Chiese aiuto.

Provò a sistemarla.

La prima volta non funzionò.

La seconda neanche.

Alla terza riuscì.

La vela tornò al suo posto.

Nico sorrise.

«Pensavo che sbagliare significasse non essere capaci.»

Ulisse annuì.

«Molte persone lo pensano.»

«E invece?»

«Invece chi non sbaglia mai spesso è semplicemente qualcuno che non ha mai provato qualcosa di nuovo.»

Nico rimase in silenzio.

Quelle parole gli cambiarono il modo di vedere il viaggio.

Nei giorni successivi continuò ad allenarsi.

A volte faceva bene.

A volte doveva riprovare.

Ma ogni errore diventava una lezione.

Un giorno Ulisse gli affidò il timone per qualche minuto.

Nico ebbe paura.

«E se sbaglio direzione?»

Ulisse rispose:

«Allora correggerai la rotta.»

«È possibile?»

«Certo. Anche i grandi navigatori cambiano direzione quando serve.»

Nico prese il timone.

La nave avanzò lentamente.

Il ragazzo sorrise.

Per la prima volta non stava cercando di essere perfetto.

Stava imparando.

Passarono alcuni mesi.

Nico diventò uno dei marinai più attenti del porto.

Non perché non sbagliasse mai.

Ma perché aveva imparato a trasformare gli errori in conoscenza.

Un giorno un bambino gli chiese:

«Qual è il segreto per diventare un bravo marinaio?»

Nico guardò il mare.

Poi rispose:

«Non aspettare di essere perfetto per partire.»

«Parti, impara e migliora durante il viaggio.»

Quella sera Ulisse scrisse una frase nel suo diario:

“Gli errori non sono onde che ci fanno affondare. Sono onde che ci insegnano a governare meglio la nave.”

E da quel giorno, a Itaca, tutti i giovani marinai impararono una nuova lezione:

nessuno nasce già pronto.

Ogni grande viaggio comincia con un primo passo.

Anche quando abbiamo paura.

Soprattutto quando abbiamo paura.

Fine.

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